Editoriale

I trend del real estate dopo il covid-19: l’opinione degli investitori

By 16 Giugno 2020 No Comments

L’Italia riprende la propria operatività. I vari settori stanno tornando a produrre, costruire, fornire servizi con nuove modalità e con una nuova energia. In questo periodo di ripartenze permeato ancora da molte incognite stabilire un piano d’azione è un’impresa tanto ardua quanto necessaria. Così anche il real estate si sta attivando per capire quali saranno gli scenari post-covid per i vari segmenti del settore.

È quanto è stato discusso nel webinar “Real Estate: quali tendenze dopo il covid-19? Il punto di vista degli investitori”, organizzato da Finance Community a cui hanno partecipato figure di spicco fra gli investitori del territorio nazionale.

L’incontro virtuale, che ha costituito un momento di confronto e condivisione, ha fatto emergere alcune interessanti riflessioni che sono state condivise dalla maggioranza degli investitori.

In primo luogo, sembra ampiamente condivisa l’idea che il covid non abbia stravolto i trend di mercato, ma abbia piuttosto accelerato delle tendenze già in atto. Ad esempio, si è assistito ad un boom della logistica (che era già in crescita) e ad un ulteriore colpo alla crisi in essere del retail. Allo stesso modo lo smart working veniva già applicato da diverse multinazionali e con tutta probabilità si sarebbe comunque diffuso portando a delle conseguenze sul segmento degli uffici. Anche il service apartment era un trend già prima del covid e adesso sarà probabilmente il primo a riprendersi dopo lo stop delle attività turistiche.

In secondo luogo, è molto probabile che gli asset esistenti vengano reinventati per adattarli alle esigenze emerse durante il lockdown. Quindi, nel caso del residenziale, sarà molto più probabile assistere alla richiesta di condomini con spazi verdi o spazi più ampi piuttosto che ad un trasferimento di massa nelle zone di campagna.

Allo stesso modo, sebbene lo smart working si sia rivelato una risorsa emergenziale fondamentale, gli ultimi studi hanno evidenziato come le persone abbiano bisogno di alternare casa ed ufficio poiché la tecnologia non è in grado di sostituire completamente le interazioni fra colleghi. Prevedibilmente si assisterà quindi ad una riduzione della superficie degli uffici, ma non ci saranno cambiamenti radicali.

Infine la maggioranza degli investitori ha mostrato un cauto ma generale ottimismo per il futuro del settore. La crisi non è legata al sistema (come nel caso della crisi del 2008), ma è dovuta ad un un fattore specifico che con l’auspicio di un vaccino rimarrà circoscritto nel tempo. Per questo motivo gli investitori sono positivi anche sulle prospettive dell’alberghiero: il settore soffrirà nell’anno in corso, ma ricomincerà a funzionare con l’identificazione di una cura.

Quindi quando immaginiamo il futuro del real estate non dobbiamo pensare ad un ritorno allo scenario pre-covid, né ad un totale stravolgimento rispetto al quadro precedente, ma piuttosto ad un’evoluzione che includa ciò che abbiamo imparato, tenendo sempre ben presente ciò su cui non vogliamo tornare indietro.